Skansen Il Villaggio Della Memoria Stefania Massa Sordal

Skansen, il villaggio della memoria - Stefania Massa Sørdal

Tipico, primo nel suo genere e molto antico è il museo all’aperto di Stoccolma: Skansen, che sorge sull’omonima collina. Fondato nel 1821 da Artur Hazelius, esperto linguista e ricercatore scandinavo, è cresciuto e si è ampliato mantenendosi tuttavia sempre fedele all’idea originaria: quella di un museo vivente che potesse raccontare e contemporaneamente conservare gli usi e i costumi del popolo svedese, specialmente quelli che, secondo il fondatore, erano ormai destinati a scomparire. Hazelius dedicò buona parte della sua vita a raccogliere e conservare utensili, attrezzi, mobili e vestiti che avrebbe poi esposto a Skansen e che si possono tuttora ammirare nel museo insieme ad altri pezzi autentici quali costruzioni, suppellettili e accessori vari. Oggi Skansen contiene circa 150 edifici storico-culturali provenienti da quasi tutta la Svezia e da altre regioni della Scandinavia, che complessivamente ricoprono un arco di tempo che va dal 1300 al 1930. Visitare Skansen significa pertanto non solo un viaggio nella Svezia ma anche e soprattutto un viaggio nel tempo e nella memoria.

Il museo è attivo e funzionante in ogni stagione. Dall’ingresso principale si raggiunge la cima di un’altura, è da lì che inizia il viaggio nel tempo. A sinistra si apre il quartiere cittadino con abitazioni e botteghe in legno, che fanno rivivere la semplice vita quotidiana in una città svedese nell’intervallo di tempo tra il 1800 e il 1950. Il museo è tanto più caratteristico in quanto nella maggior parte dei casi non si tratta di riproduzioni ma di strutture originali fedelmente rimontate sul posto. Le botteghe sono attive per diverse ore al giorno e in diversi periodi dell’anno e in tutte quelle aperte ci sono uomini e donne in vestiti dell’epoca che si dedicano ognuno alla propria attività seguendo scrupolosamente i metodi del tempo. A differenza di molti altri musei, però, come già detto, Skansen non è stato concepito solo per la vista ma per appagare nello stesso tempo tutti gli altri sensi: si può non solo guardare ma anche toccare, annusare, gustare e ascoltare. In una delle tante stradine si è subito investiti dall’inconfondibile profumo del pane e delle brioches calde, appena sfornate. In alto, una ciambellina dorata dipinta su di un’insegna di legno ci indica la fonte del profumo: la bottega del fornaio dove si possono comprare e gustare deliziose brioches zuccherate, dolci alla cannella e allo zafferano, biscotti al cardamomo ma anche pane e pagnotte di vari formati. Pochi metri dopo un odore acidulo e antico ci guida verso un’altra bottega: è quella del farmacista, che riproduce fedelmente una farmacia del 1790, dove sono esposte suppellettili appartenute alla farmacia del palazzo reale. Vasi di vetro di varie misure, urne decorate e orci bianchi e blu contengono liquidi colorati, unguenti, pomate e polveri medicamentose di natura animale, vegetale e minerale. Alcuni campioni si possono persino annusare: radici, foglie e bacche essiccate e altri semplici ingredienti come ad esempio caffè, liquirizia e cannella venivano usati per confezionare pillole su misura, secondo le prescrizioni del tempo, oppure venduti grezzi. Più avanti ancora l’officina meccanica, equipaggiata con macchinari risalenti ai primi decenni del 1900, le botteghe e le abitazioni del falegname, del fabbro e dell’orefice e persino la vetreria che offre la possibilità di assistere, in vari momenti della giornata, alle diverse fasi della creazione di oggetti in vetro di varia grandezza e uso.

A Skansen però, naturalmente, non ci sono solo quartieri cittadini ma anche prosperose fattorie, piccole case coloniche, dimore signorili e umili casette di legno ricostruite tutte minuziosamente sia nei dettagli interni sia negli esterni. E ancora, fienili, stalle, giardini, orti e frutteti.

Il meccanismo della ricostruzione funziona perfettamente, in un batter d’occhio ci si ritrova immersi nell’atmosfera tipica dell’epoca rappresentata, e le epoche rappresentate sono molte.

La casetta degli Älvros, ad esempio, è la tipica fattoria dell’entroterra montuoso della Svezia e risale agli inizi del 1800. Dentro casa la vita scorre tranquilla: l’ampio camino è acceso, la padrona di casa siede accanto al fuoco e confeziona a maglia indumenti di lana per i familiari, intorno strumenti ed utensili di legno e di ferro. In un angolo della casa uno strano mobile cavo colpisce la nostra attenzione: di forma rettangolare, è lungo poco più di un metro e cinquanta ed è coperto tutto intorno da un tessuto grezzo a righe. Si tratta addirittura di un letto matrimoniale, e pensare che oggi forse solo un bambino piuttosto piccolo riuscirebbe a dormire comodo in un letto del genere. La ricca fattoria del sud della Svezia risale invece al 1920 e nel grande cortile interno crescono alberi da frutto, ortaggi e cespugli di bacche, ci sono anche degli animali domestici: un cavallo, alcuni bovini, anatre e oche. Se si è davvero curiosi, vale la pena fermarsi qualche minuto nel cortile interno dove un simpatico contadino ci aiuta a misurarci utilizzando “braccia” e “piedi”, le unità di misura di un tempo.

Assolutamente da non perdere poi alcune costruzioni particolari, come ad esempio un antico e suggestivo campanile in perfetto stile nordico, risalente al 1700, che altissimo e interamente ricoperto di squame di legno rosso e dorato troneggia sul paesaggio oppure il “villaggio delle pecore”, sullo stile di quello che veniva costruito ogni anno nel Dalarna, una regione della Svezia, e dove i contadini si trasferivano d’estate per portare il bestiame al pascolo. Se vi si giunge al momento giusto è possibile assaggiare il formaggio di capra come veniva fatto un tempo in quei luoghi: sapore acidulo, consistenza grumosa e colore bianco giallastro, prendendolo direttamente dal pentolone bollente.

Il parco offre non solo uno spaccato della vita nelle diverse epoche storiche ma anche nelle diverse regioni della Svezia, c’è ad esempio il campo dei Sami con le caratteristiche abitazioni a forma di cono fatte di legno e corteccia, il villaggio di legno, davvero essenziale, dei Finni con pecore e capre e anche un’antica costruzione norvegese, risalente al 1300 che, bellissima e suggestiva, domina il paesaggio da un’altura. Da lì è possibile vedere il mare e naturalmente alcuni stupendi scorci della parte orientale di Stoccolma, la capitale del Nord, che in ogni stagione e indipendentemente dal tempo conserva intatto tutto il suo fascino.

Skansen è aperto e attivo in tutte le stagioni ma è d’estate che il parco assume il suo aspetto più colorato e suggestivo: si può visitare ad esempio l’orto delle erbe, sul retro di un cottage risalente al 1870, dove la saggia del villaggio coltivava piante e fiori da essiccare e appendere al soffitto e usare successivamente per preparare antichi rimedi, impiastri, tisane e decotti. Alcune casette che d’inverno hanno il tetto ricoperto di neve fioriscono come aiuole colorate e rivelano il loro segreto: il tetto è ricoperto di zolle di terra per isolare termicamente, creando nel contempo un habitat ideale per fiori e piante che d’estate crescono rigogliosi piegandosi fino quasi a raggiungere il suolo. Poi, a partire dalla tarda primavera e fino a quando il tempo lo permette, c’è anche l’intrattenimento musicale durante il quale uomini e donne nei costumi tradizionali ballano le danze caratteristiche del tempo: quadriglie, madrigali e altro ancora accompagnati dal violino. Tappa obbligatoria è, infine, lo zoo situato nella parte nord del parco, dove si possono ammirare esemplari della fauna nordica quali lupi grigi, alci, renne, volpi, orsi bianchi, linci, castori, foche e molti altri, in libertà nel proprio ambiente naturale. Ma il parco-museo è questo e molto altro e in un giorno solo non si esaurisce certo la gamma delle possibili combinazioni di cose da fare e cose da vedere e da ascoltare. Mostre, spettacoli all’aperto, visite guidate, passeggiate a cavallo, c’è anche un’attrezzatissima stalla con alcuni esemplari di pony tra cui quello di Gotland (isola del Baltico poco lontana da Stoccolma) e attrattive sempre nuove rendono ogni nostra visita diversa e ugualmente affascinante in ogni periodo dell’anno.

Durante la nostra visita possiamo poi rifocillarci e riposarci in uno dei tanti caffé o ristoranti di Skansen dove potremo gustare specialità tipiche svedesi in ogni stagione. D’inverno e fino a quando la neve non si è completamente sciolta vale la pena fermarsi a sorseggiare il vino caldo con spezie e uvetta, assaggiare gli irrinunciabili hot dog alla senape e un dolce assolutamente irresistibile: il waffel con panna e marmellata di mirtilli.